" Preludio al Palio della Vittoria "
1) Gia’ vinti e dominati dai Romani
i Gallinacci celtici, ripreso fiato,
ritornarono giu’ fino a Castello.
Il loro capitan per farsi bello
col Duca di Milan, tornando indietro
dovette fare i conti coi Toscani
che l'aspettavan pronti alla battaglia
come chi caccia aspetta lepre o quaglia.
2) Le schiere di quel grande Piccinino
marciavan allegramente canticchiando,
ignare dei disegni del destino
che distese l'avrebbe sul terreno
per concimare i campi a grano o a fieno.
Liete d'aver conquiso mezza Italia,
sicuro ognuno d'accopparne venti,
trovaron invece il pan pei loro denti.
3) Lo scontro avvenne al Ponte delle Forche
sull'una e l'altra sponda del ruscello,
a circa un miglio dalle nostre mura.
Fu la tenzone aspramente dura
Finche’ non s'arrivò ad armi pari
all'ultimo terribile duello
tra i due capitan, in cui Baldaccio
colpì il nemico gli trafisse un braccio.
4) Disarcionatolo, l’apostrofo’:
"Bacia la nostra terra ed impara
a rispettare la Toscana se
ti preme la pellaccia!; e torna al Po
a risciacquar le sozze tue armature,
che’ Arno e Tever non vogliono lordure.
E Impara con i tuoi falsi leoni
a ritornare (*) romperci i coglioni!"
5) A tali grida i somalcatori
scapparon via con il tacco al culo
perdendo per le terre quella roba
che nel corpo dovrebbe restar soda.
Invece con l’aiuto della coda
dei somari la sparser come pioggia
propizia alle colture, liquefatta,
a putente suggel della disfatta.
6) Tornati a casa in quell'orrendo stato,
a pancia vuota anziche’ ripiena
di tagliatelle, arrosti, e vin del Chianti -
come partendo avevan pregustato
tra risa, lazzi ed osceni canti -
dissero mogi mogi alle consorti:
"Bollite l'acqua, fateci il bucato,
che’ ognun di noi s'e’ scacarellato."
7) E quelle: "Oddio che puzzo, ch'e’ successo?
Siete caduti tutti dentro un cesso?
Perche’ siete ridotti così male?
Eppure v'avevamo lucidato
gli scudi, le corazze, le alabarde,
gli elmi, le piccozze e le spingarde.
Spurati v'avevam pur gli spadoni
per fare a pezzi tutti quei terroni. "
8) Affranti, quei poveri mariti
maledicevan d'esser nati galli,
d'aver perso le penne e di sentirsi
moscia la cresta ed anche il rimanente,
avendo ancora il culo a guazzo
come se fosse dentro a un recipiente,
perche’ le chiappe sobbalzando in sella
gli avevan sciolto il corpo a cacarella.
9) Avrebbero voluto ritornare
al di la’ delle Alpi dove Cesare
li aveva vinti, quindi perdonati (**)
e resi pur cives romanizzati.
Ma non e’ facil fare progredire
i barbari, perché si credon d’essere
loro nel mondo popoli civili
e gli altri da buttare coi badili!
10) Ma ora e’ anche bene ricordare,
come dice il Taglieschi negli Annali,
che capitan Baldaccio, comandante
del corno destro dello schieramento
toscano, sbaragliando il turbolento
attacco di quei barbari nemici,
fu lui il vero eroe della giornata
rimasta nella Storia ed onorata.
11) Il Duca e i Fiorentini onorarono
la Battaglia facendola dipingere
da Leonardo da Vinci nel Salone
dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
A tutti i cittadin piacque parecchio,
ognuno rimanendone entusiasta;
e stupiti ne furono pur gli artisti,
che’ tali affreschi mai s’erano visti!
12) Fortuna nostra che il capolavoro
fu poi copiato da un estimatore
di Leonardo, da Pier Paolo Rubens
volendo pure lui rendergli onore,
senno’ ne avremmo perso la memoria,
perche’ restaurando il Signoril Palazzo
di tutti gli operai quello piu’ guitto
rintonaco’ quel muro a cazzo ritto.
13) La vittoriosa battaglia salvo’ noi
e gli altri Stati dal dominio celtico,
che’ altrimenti, disse il Machiavelli,
riferendosi al Duca di Milano,
“la Toscna sarebbe stata sua”,
e Anghiari pur avrebbe ancor la bua.
Ma fu il destino dalla nostra parte,
Perche’ di Anghiari e’ sempre amico Marte.
14) Quindi aver preso parte alla battaglia
nel corno di Baldaccio, che si scaglia
contro il nemico e lo mette in fuga,
non poco merito e’ anche nostro.
Percio’ sarebbe ben che questo evento
fosse onorato con un monumento.
Egregio Sindaco Danilo Bianchi,
di abbellire Anghiar mai non si stanchi!
15) Ma pur chi riuscisse a far vedere
la nostra bella valle tiberina
dal parapetto breve del parterre,
meriterebbe una bronzea targa,
perche’ il forestier che arriva in Piazza,
possa veder la valle lunga e larga.
Egregio Sindaco Danilo Bianchi
non sente i cittadin pungerle i fianchi?
16) La battaglia d'Anghiari, Anghiaresi,
ebbe straordinarie conseguenze.
La liberta’ rinnovello’ Firenze,
e quindi tutta quanta la Toscana,
Con il natio talento, or piu’ attivo,
rifiorì tutto, in primo luogo l'arte,
onore fiorentino ed italiano.
Fu quindi la Battaglia a dar l'abbrivo
alla rinascita, cioe’ all'evento
eccezionale del Rinascimento
che stupì e stupisce il mondo intero
del quale pur Anghiar puo’ esser fiero.
(*) I Galli erano gia’ discesi a Roma nel quarto secolo
e furono
ricacciati a nord nel 390 dal console Marco Furio Camillo.
(**) Virgilio – Parcere subiectis et debellare superbos.
Turiddo Guerri 11 Giugno 2007
| |
|