" RITRATTINI (L'Italia oggi) "
ROMANO PRODI,
che naviga in un mare senza approdi,
cade o non cade con quel solo voto
di maggioranza? - Son io che piloto
e un voto mi basta, v'assicuro,
per guadare lontano nel futuro.
- Percio', coraggio! - dice agli alleati,
- Con me non morirete mai annegati. -
Ma loro, visto che ha il fiato corto,
cercan salvezza in un altro porto.
E gli gridan: - Ma vaffa, disgraziato!
A morire annegato vacci tu,
Che' l'Italia di te non ne puo' piu';
Che' con i tuoi infiniti tiraemmolla
da salda ch'era l'hai ridotta frolla. -
Ma lui resta lì: vuol continuare
a governare o a sgovernare.
Turiddo Guerri 26 ottobre 2007
SILVIO BERLUSCONI,
che non sa se quel duro anche i coglioni
li abbia come ciò ch'e' sopra,
si barcamena e quanto mai s'adopra
per ridimensionar le sue illusioni;
e pensa che l'amico spari grosso
ma solo per avere qualche osso.
Che tutti quei milioni di persone
decise a morir per la sua gloria
sian soltanto il blef d'un fanfarone
che mai non legge un libro di storia.
Ha il Cavaliere un caval di Troia
in Casa, o quanto meno un intruso?
Macche', costui e' uno in paranoia
al quale a rinsavir basta un infuso.
Turiddo Guerri 29 ottobre 2007
PIERO FASSINO,
che pare non voler fare casino
ma collude con chi lo vuol fare,
perche' restare in alto e' un affare,
dice tra se': - Il partito democratico?
Sono io che l'ho auspicato
ed io saro' il capo ed il viatico.
Ma, fatte le ossa a mancar la vetta,
rimane fermo e paziente aspetta.
Secondo a Prodi, secondo sara'
a Veltroni che lo ringraziera'.
Turiddo Guerri 30 ottobre 2007
UMBERTO BOSSI,
che all'Italia spara colpi grossi
per render la Padania indipendente,
puo' essere creduto oppure mente?
Da quell'acqua del Po dentro le ampolle
alla scalata veneziana folle;
dalle minacce e le alte grida,
che rivolge all'Italia da Pontida,
all'inqualificabile oltraggio
fatto alla bandiera nazionale;
dal suo continuo ostentato omaggio
alla cultura celtico-padana,
cui alzerebbe piu' di un peana,
al suo disagio quando un Italiano:
uno scenziato, un atleta o una Ferrari,
producono, vincendo, un lieto evento
dando all'Italia gioia senza pari -
dalla costituzion d'un parlamento
a suo uso e consumo, al ripudio
dell'unità e del Risorgimento,
e' tutto, per la Lega, un tripudio
di gioie, di conquiste e di successi
da mandare l'Italia in catalessi.
E così via fino alla sparata
di voler castigar Roma ladrona -
che dai Galli di Rimini ed Ancona
fu gia' orribilmente saccheggiata -
è tutta una serie di sballate
da rimandarlo giu' anche ad un frate!
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Il ritrattino m'e' venuto lungo
e duro quanto l'ha quel senatur,
ma me ne pento e percio' mi pungo
sperando che altrettanto lui pur
si penta e si punga fortemente
le ubbie togliendosi di mente.
L'Italia solo allor sara' normale
non più temendo alcun suono di squilla,
cioe' l'allarme contro quel cotale
che non può mai renderla tranquilla.
Perche' essa ama il Po siccome il Tevere,
un borgo di Milan quanto Trastevere.
Poniamoci infin qualche domanda:
- Non siamo noi stessi i responsabili
di cio' ch'avvien lassu' in quella landa,
dove s'attuan quegli atti esecrabili?
Paghiamo deputati e senatori
che son di quei reati gli autori
e diamo loro pur l'immunita''!
Perche' non avvertiamo la vilta'
di lasciar correre e non temere
cio' che, ahime', potrebbe anche accadere?
Ma siamo ormai in tale cecita'
che neanche ci accorgiam di far pieta'!
Turiddo Guerri 6 novembre 2007
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